Manduria. Un camminamento in vetro per proteggere la tomba di Via Mandorle d’Oro. La mozione del Consigliere Lamusta.

E’ stata indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, Dott Dinoi, al Sindaco di Manduria, Dott. Pecoraro, all’Assessore alla Cultura, Prof. Vito Andrea Mariggiò e al Segretario Comunale Dott.ssa Maria Eugenia Mandurino la mozione promossa dal Consigliere Pier Paolo Lamusta.

Nella mozione il Consigliere Lamusta chiede al Sindaco e all’assessore alla cultura di confrontarsi con la soprintendenza per agevolare la visita da parte di residenti e turisti della  tomba rinvenuta il 24 Luglio del 2018 durante dei saggi propedeutici ai lavori per la posa in opera delle condutture della rete del gas metano in via delle Mandorle d’Oro a Manduria, a poche decine di metri dal parco archeologico.

Una sepoltura a fossa rettangolare con controfossa, risalente al terzo-secondo secolo avanti Cristo, priva dei lastroni di copertura, con cornice superiore che conserva “un motivo a meandro continuo realizzato nei colori rosso e blu (rari in archeologia) di finissima fattura, con pareti intonacate e dipinte che farebbe infine pensare a un monumento funerario con caratteristiche sia della civiltà messapica che magnogreca e dunque un unicum nella storia dei ritrovamenti nella nostra città.

Continuando, nella mozione, si propone un camminamento vetrato in quanto il vetro garantisce potenzialità materiche, fisiche e tecnologiche adeguate per valorizzare siti archeologici. L’uso del vetro inoltre consente di avere un basso impatto visivo che contrasta con l’oggetto e permette di percepire interamente i resti, come se i visitatori potessero viverli e non semplicemente guardarli.

« L’amministrazione comunale ha manifestato disponibilità in incontri virtuosi con esponenti della soprintendenza, dimostrando di credere fermamente che Manduria deve ripartire dalle sue risorse culturali in quanto la nostra città infatti sta assumendo un’importanza sempre crescente per i ritrovamenti sia in mare che nel sottosuolo che ne dimostrano la centralità sul panorama storico e archeologico pugliese e che possono costituire occasione di crescita culturale ed occupazionale e che il senso di abbandono e forse di disinteresse verso il patrimonio archeologico locale, nel tempo ha prodotto gravi conseguenze sulla tutela dello stesso patrimonio e ne ha favorito la dispersione, a favore di altre realtà dove intelligentemente, i nostri reperti di valore hanno arricchito le raccolte civiche e una proposta culturale di questo tipo, se adeguatamente sostenuta, andrebbe a costituire sicuramente un ulteriore fiore all’occhiello per la città» Ha aggiunto, in fine, lo stesso Consigliere Lamusta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.