TARANTO. Attentato alle auto di Dario IAIA. Completamente assolti gli imputati Fernando Dambrogio, Luigi Ricchiuti e Antonio Urbano. Dal Direttore responsabile Giovanni Caforio riceviamo e pubblichiamo.

A quasi 9 anni dai fatti, la Corte d’appello di Taranto, sezione distaccata di Lecce, lunedì 10 gennaio 2022 ha confermato la sentenza di assoluzione di primo grado.

Il presidente, dott.ssa De Scisciolo, con i giudici a latere dott.ssa De Felice e con il dott.re  Cavallonetti, hanno confermato il giudizio di assoluzione di primo grado che fu emesso dal Giudice Wilma Gilli il 10 dicembre del 2019. I tre imputati erano accusati dell’incendio delle auto di Dario IAIA  (art. 423 c.p.), e Dambrogio anche di Turbativa d’asta (art. 353 c.p.).

 

Si chiude così questo capitolo che ha visto sulla gogna mediatica i tre imputati, condannati già da Quotidiano di Puglia che prima del giudizio di assoluzione al processo di primo grado, tuonava con un titolone in prima pagina “E’ stato il racket delle pompe funebri a fare l’attentato a Dario IAIA”, con firma di Nazareno Dinoi. E su questo avremo di che scrivere, state tranquilli cari lettori.

Un sollievo meritato dei tre imputati che da subito hanno confermato l’estraneità dei fatti e il castello delle accuse formulato dallo IAIA, quest’ultimo aveva indicato agli inquirenti, tra i possibili mandanti ed esecutori dell’attentato incendiario alle sue autovetture, Fernando Dambrogio, Luigi Ricchiuti e Antonio Urbano.

Il primo, Fernando Dambrogio, ha pagato il prezzo più alto, sia come immagine che come azienda funeraria. Infatti gestiva i servizi cimiteriali per il nostro Comune e in questo lasso di tempo di gestione pubblica (oltre 5 anni) è stato ostacolato in ogni modo. Come? Ritardi abissali nei pagamenti contrattuali. Ma oggi si apre un altro capitolo.

Oggi gli avvocati Fabio Falco e Luigia Brunetti, esprimono la loro soddisfazione per il verdetto della Corte d’appello. L’avvocato Fabio Falco sottolinea che “francamente non avevamo nessun dubbio, io e la mia collega, nella conferma di assoluzione dei nostri assistiti.

Il tutto dall’inizio ci è sembrato grottesco di come questo castelletto delle accuse era stato costruito. Con calma, con estrema calma, siamo riusciti a smontarlo pezzo per pezzo.

E oggi possiamo  ritenerci soddisfatti del lavoro fatto e di come le aule giudiziarie hanno ribaltano accuse così infamanti, le quali hanno messo alla gogna per quasi otto anni i nostri assistiti”.

Domani il nostro giornale, in un editoriale, solleverà gli ennesimi dubbi sull’operato degli ispettori della Procura della Repubblica di Taranto, su questo attentato.

E tra l’altro risponderemo anche al luminare del giornalismo salentino che fa all’anagrafe Nazareno Dinoi, direttore de “La voce di Manduria” e collaboratore di “Quotidiano di Puglia”, che su questa vicenda ha solo buttato fango sui tre imputati. Ma ora che sono stati assolti, scriverà della loro assoluzione e rinnegherà il suo articolo di condanna emesso prima della assoluzione di primo grado dei tre imputati? Vedremo …

Giovanni Caforio

 

 

 

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