Manduria. Centro storico degradato e vandalizzato. Lo sfogo di un imprenditore.

Il Primo Maggio 2022 segna la fine di molte limitazioni e soprattutto la fine dell’utilizzo della tanto odiata mascherina in moltissime attività: bar, Pub e ristoranti. Finalmente! I piccoli imprenditori che operano in questo settore potranno tirare un sospiro di sollievo direte, è vero, ma non tutti!

Ci siamo recati nel centro storico della nostra bellissima Manduria e abbiamo tristemente notato di come molte attività operanti nel settore della ristorazione sono immerse in un centro storico tristemente trasandato se non proprio abbandonato a se stesso. Graffiti non proprio artistici, scritte sui muri, abitazioni storiche tristemente vandalizzate, fetore in moltissimi punti e una rigogliosa vegetazione che nasce spontanea qui e là.

Abbiamo chiesto al titolare di uno dei Pub storici del centro storico quanto sia difficile lavorare in una zona così trascurata e cogliendo l’occasione ha evidenziato moltissimi altri problemi.
« Lavorare nel centro storico certamente ha i suoi pregi, ma non nel nostro! Ogni anno la situazione è la stessa. Mi ritrovo a effettuare servizio di consumazione all’aperto in una location bellissima ma dimenticata dalle stesse istituzioni che promuovono visite guidate in delle zone in cui ci vuole davvero coraggio ad andare visto il cattivo odore e l’abbandono. E’ da oltre un anno che segnalo a chi di dovere il cattivo funzionamento dei fari dell’illuminazione pubblica ma non ho ottenuto risultati, ad oggi, qui dietro, la luce va e viene e l’assenza di luce porta le sue conseguenze: bottiglie rotte, danni alle cose e alle strutture solo per citare le meno peggiori. La cosa che mi fa più rabbia» continua l’imprenditore «è che chi come me ha la fortuna di disporre di uno spazio esterno per poter garantire il servizio all’aperto nei mesi più caldi deve fare i conti con questo degrado.»

Salutiamo l’esercente e ci auguriamo che questa amministrazione possa risolvere prima dell’inizio della stagione estiva le problematiche legate al degrado di alcune zone del centro storico, ne vade il lavoro di chi è stato già penalizzato dalla pandemia e dalla crisi.

F.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.